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raulromeva | LGBT | divendres, 9 de gener de 2009 | 09:45h
Altament consternat per les recents declaracions del central napolità del Reial Madrid, Fabio Cannavaro, i del seleccionador italià, Marcello Lippi, en relació a que no veu bé els matrimonis entre persones del mateix sexe, el primer, i a que no hi ha futbolistes que siguin homosexuals (i que si n'hi ha no tenen per què explicar-ho), el segon, m'he vist obligat a dirigir una pregunta a la Comissió Europea instant-la a que prengui cartes en l'assumpte (no us perdeu tampoc les fantàstiques i iròniques reaccions de l'Associació italiana pro-drets LGBT, Arcigay, a través del seu president, Aurelio Marcuso. (Segueixen més avall la pregunta i les reaccions d'Arcigay...):

Pregunta de Raül Romeva a la Comisión Europea en relación a las declaraciones de Fabio Cannavaro y Marcello Lippi sobre la homosexualidad

En una entrevista que publicaba recientemente la revista italiana Chi, un futbolista italiano altamente conocido, Fabio Cannavaro, actualmente en las filas del Real Madrid se pronunció contrario a la ley que permite en España las bodas homosexuales. Arcigay, la principal asociación de homosexuales de Italia, y otros colectivos homosexuales del país han alzado su voz contra estas declaraciones de Cannavaro y atribuyen la resistencia a aprobar los matrimonios homosexuales a la influencia de El Vaticano. En una líniea similar a la de Cannavaro, el seleccionador de fútbol italiano, Marcello Lippi, en una entrevista a una radio por internet que fue recogida ayer por la prensa italiana asegura no haber conocido a ningún jugador homosexual a lo largo de sus 40 años en el fútbol como centrocampista y luego entrenador. Eso sí, confiesa que, según lo que le han contado, hay algunos jugadores "con cierta tendencia, pero que no van por ahí explicándolo".

Ambas declaraciones resultan preocupantes tanto por el contenido como por el renombre público i social de quienes las han hecho. En un momento en que resulta fundamental mandar mensajes en contra de la homofobia y en favor de la libertad de orientación sexual, este tipo de declaraciones suponen un grave precedente que la Comisión debiera tener en cuenta y, en la medida de lo posible, atajar.

Por ello el diputado que firma quisiera saber, ¿Qué opinión le merecen a la Comisión este tipo de declaraciones?¿No considera la Comisión que las mismas son un claro indicador de que es necesaria una clara y valiente campaña en favor de las libertades sexuales, campaña a la que deberían participar, también, deportistas de renombre que pudieran mandar un mensaje radicalmente opuesto al lanzado por Cannavaro y Lippi? Personalmente apoyo la invitación que Arcigay ha hecho a Cannavaro para que asista al Festival Pride de Génova, como padrino, para conocer mejor la realidad gay. ¿Qué opina la Comisión al respecto? Y más allá de todo esto ¿qué medidas concretas prevée impulsar la Comisión para garantizar la no discriminación de las personas, indiferentemente de su orientación sexual, dentro de la UE, lo que implica, entre otras medidas, el reconocimiento de las parejas y matrimonios de personas del mismo sexo indiferentemente del país donde dicha pareja decida instalarse?

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Reaccions d'Arcigay

Cannavaro più italiano e Lippi come le tre scimmiette

07/01/2009 - Aurelio Mancuso

Comunicato stampa Arcigay 07.01.09
Arcigay: Lippi non vede, non sente, non parla

Invitiamo il CT della Nazionale di calcio a partecipare ad un pubblico confronto in preparazione del Pride nazionale di Genova

Davvero gustose le dichiarazioni di Marcello Lippi, allenatore della Nazionale, sull'omosessualità nel calcio. Si vede che questi sono giorni frizzanti nell'ambiente calcistico, se dopo le perle di saggezza di Fabio Cannavaro ora siamo a commentare l'intervista a KlausCondicio di Marcello Lippi, che non ha mai conosciuto un calciatore gay, e soprattutto che crede che non ne esistano.

Sarebbe assai semplice confutare queste impressioni personali, ma il punto non è dimostrare quanti e quali calciatori di serie A e di tutte le altre categorie vi siano, la questione vera è che questo continuo negare, oltre ad esser ridicolo (cosi come ben raccontato da una recente trasmissione di Paolo Colombo su La7), comincia ad esser fastidioso.

Gli omosessuali sono persone che praticano tutti gli sport, sono impiegati in tutte le professioni, vivono dentro questa società come tutti. In ambienti particolarmente machisti come quello del calcio, gli omosessuali si nascondono ancor di più e visto che non presentano tratti somatici o d'atteggiamento differenti (a meno di fermarsi ai soliti stereotipi) è evidente che siano risultati invisibili anche a  Lippi.

Ci permettiamo però di dubitare che l'allenatore mondiale non abbia mai sentito, nella sua lunga esperienza di importanti club, di diversi episodi e storie omosessuali.

Insomma Lippi fa come le tre scimmiette: non vede, non sente, non parla, favorendo nei fatti il clima ostile nell'ambiente calcistico italiano nei confronti delle persone omosessuali. Siccome  però, Marcello Lippi è noto per essere persona equilibrata ed aperta, lo invitiamo ad un pubblico confronto  da tenersi nei prossimi mesi, in preparazione del Pride nazionale di Genova, così per poter parlare con franchezza di calico italiano ed omosessualità.

Ci fa naturalmente piacere che Lippi non escluderebbe calciatori gay dalla Nazionale, atteggiamento questo che in tutti i paesi civili parrebbe normale, ma in Italia sarebbe considerato coraggioso. Siamo certi, quindi, che come molti suoi omologhi europei vorrà così dare un segno inequivocabile contro ogni tipo di discriminazione omofoba, impegno tra l'altro tanto più importante nel nostro Paese, dove in diversi ambienti ultras si professa la violenza contro i gay.

Aurelio Mancuso, Presidente Nazionale Arcigay

Nota stampa Arcigay 06.01.09

CANNAVARO: COSI' CI SPEZZI IL CUORE...


Ci rimarrannno male i tantissimi maschi gay che ammirano da sempre le beltà partenopee del pallone d'oro Cannavaro, nell'apprendere che a lui non piacciono i matrimoni gay, ma apprezza tutte le altre riforme spagnole. Così il mondiale calciatore ci ha sicuramente spezzato il cuore, per non dire di tutti gli abiti da sposi andati distrutti nelle ultime ore.

Le sue opinioni, che fanno il paio con quelle dell'altro sex symbol Gattuso, non ci faranno dormire per notti intere! Attendiamo che un po' di capacità cognitiva lo aiuti a comprendere meglio perché in un paese come la Spagna (e decine di altri in Europa e nel mondo) si vive meglio, rispetto a questo ormai mediovale nostro Paese.

Nel frattempo ci consoleremo riguardando con attenzione le centinaia di filmati di abbracci amorosi ed ammiccanti di tanti giocatori italiani che in campo sfogano le loro maschie cameratesche gioie, e nascondono con grande cura, come sappiamo da sempre, le loro diverse storie gay.

Come sempre esser omosessuale deve esser un fatto privato, nascostissimo; questi amori devono esser sofferenti e senza alcuna tutela e diritti. Cannavaro riassume bene il machismo del calcio italiano: bello e prevedibile.


***

Articolo di Aurelio Mancuso su Liberazione del 07.01.09
MANCUSO: CANNAVARO, VIENI AL PRIDE DI GENOVA!

Il fascino indiscreto del maschio latino, tutto muscoli, (non grande altezza), corsa, agonismo, successo...


Come si fa a negare che a tanti gay Fabio Cannavaro faccia sangue?
Difficile...Il fascino indiscreto del maschio latino, tutto muscoli, (non grande altezza), corsa, agonismo, successo... Quel testosterone sprizzante, che sollecita i più reconditi istinti squisitamente maschili, che nei gay non mancano proprio. E subito ci vengono in mente le pose plastiche negli spogliatoi per la pubblicità dei noti stilisti omosessuali Dolce e Gabbana, che per la loro linea intimo, hanno messo insieme la summa dei sogni erotici gay (e naturalmente di moltissime donne) tutti ammonticchiati e con la pelle lucida effetto sudore, da far venire mancamenti per strada.
Calciatori italiani seminudi in bella vista per tutta Italia! Si racconta che diversi gay metropolitani nel cozzare negli enormi tabelloni nei vialoni milanesi o sul raccordo romano, abbiano provocato diversi incidenti con tamponamenti a catena. Ma è l'occhio vivido azzurro partenopeo che ammalia, quel sorriso provocante, disarma, e il Fabio Cannavaro, campione del mondo, pallone d'oro, ora emigrato in terra spagnola, nessuno proprio se lo può scordare.

E poi il nostro beniamino non è stato sguaiato come altri suoi orrendi colleghi, ha solo detto: «La Spagna sta bene, ha investito nel rinnovamento delle grandi città. I matrimoni gay? Mmmh, su quello, forse, sono più italiano». Eh sì lui è più italiano, come il disastroso governo, la insipiente sinistra, la solidarietà sociale in frantumi, l'assenza di diritti civili, le mafie, ecc ecc. Bravo Fabietto nostro, finalmente uno scatto d'orgoglio e su un argomento topico: i matrimoni gay.

In queste ore molti gay sono assaliti dalla disperazione, perché questa dichiarazione di Cannavaro distrugge tutti i loro sogni che il loro idolo, impossibile da circuire, almeno potesse presenziare ad un loro (lontanissimo) matrimonio. Va beh ci consoleremo in qualche modo, evidenziando quanta ipocrisia avvolga il calcio italiano, dove molti calciatori gay, si devono nascondere per paura di esser cacciati via.

In questo senso rimandiamo all'istruttiva trasmissione di Paolo Colombo, andata in onda su La7 qualche tempo fa su calcio ed omosessualità.

Comunque, siccome a Cannavaro ed altri famosissimi calciatori italiani non ha fatto impressione posare ed esser testimonial per una firma di moda notoriamente gay, facciamo una bella propostona: Fabio nostro, vieni a Genova al Pride nazionale a farci da padrino! Se riesci porta pure qualche altro bel calciatore, che so Gattuso, Del Piero, ecc ecc., così magari da dimostrare, che quello che avviene in altri paesi d'Europa da parte di tanti club di calcio, è possibile anche in Italia: un impegno contro ogni forma di discriminazione ed omofobia e per la tutela dei diritti civili. Dai, ti aspettiamo a Genova, a giugno...


Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay



Foto:Fabio Cannavaro. Font: Fotografia en la nota d'Arcigay
Comentaris: 4
  • queremos be happy
    Josep M| Adreça electrònica | dimecres, 14 de gener de 2009 | 10:47h

    Parece que alguna gente cuando se habla de derechos GLBT se siente especialmente incomoda. No creoque sea bueno esconder la cabeza debajo del ala, especialmente en sectores donde vivir de manera normal la opció sexual es tan difícil como el deporte, la fábrica, el pequeño taller familiar con cuatro empleados y tantos otros.

    Necesitamos gente que defienda los derechos civiles  de las minorias en el Pralamento Europeo, en todas las instituciones, en la calle y en el dia a dia. Creo que la acción del Raül hay que  felicitarla, seguro que nos ayuda a todos a ser más happy. Vivir en una sociedad en igualdad nos beneficia a todos gays o no gays.

  • Homofòbia a l'esport
    Jordi Garriga| Adreça electrònica | divendres, 9 de gener de 2009 | 11:18h
    El món de l'esport professional (especialment el masculí) és profundament homòfob. La mostra d'això és que els pocs esportistes d'elit que han declarat de manera pública la seva homosexualitat ho han fet un cop retirats (entre les esportistes sí hi ha alguna excepció, com la tennista francesa Amelié Mauresmo). No fa pas tant a l'NBA americana va haver-hi una sèrie de jugadors coneguts - d'aquests que són models socials a seguir - que manifestaven que no estarien disposats a compartir vestuari amb jugadors homosexuals.
  • Probablement Deu no existeix
    josepselva | divendres, 9 de gener de 2009 | 10:09h
    Don't worry, be happy.
    Entenc que deu costar justificar el sou d'Eurodiputat
    Porta algun souvenir de Birmania.
    • homofobia
      xavi | divendres, 9 de gener de 2009 | 19:28h
      la demagogia josep salva te la guardas para ti, la tipica idiotez.... Son pequeñas cosas que muestran la homofobia latente y toda proposición para evitarlas son positivas! Todo acto discriminatorio se deben responder y quiero destacar la labor de Raul en este sentido para combatir todo acto que muestre la homofobia!

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