Altament consternat per les recents declaracions del central napolità del Reial Madrid, Fabio Cannavaro, i del seleccionador italià, Marcello Lippi, en relació a que no veu bé els matrimonis entre persones del mateix sexe, el primer, i a que no hi ha futbolistes que siguin homosexuals (i que si n'hi ha no tenen per què explicar-ho), el segon, m'he vist obligat a dirigir una pregunta a la Comissió Europea instant-la a que prengui cartes en l'assumpte (no us perdeu tampoc les fantàstiques i iròniques reaccions de l'Associació italiana pro-drets LGBT, Arcigay, a través del seu president, Aurelio Marcuso. (Segueixen més avall la pregunta i les reaccions d'Arcigay...):
En
una entrevista que publicaba recientemente la revista italiana Chi, un
futbolista italiano altamente conocido, Fabio Cannavaro, actualmente en las
filas del Real Madrid se pronunció contrario a la ley que permite en España las
bodas homosexuales. Arcigay, la principal asociación de homosexuales de Italia,
y otros colectivos homosexuales del país han alzado su voz contra estas
declaraciones de Cannavaro y atribuyen la resistencia a aprobar los matrimonios
homosexuales a la influencia de El Vaticano. En una líniea similar a la de
Cannavaro, el seleccionador de fútbol italiano, Marcello Lippi, en una
entrevista a una radio por internet que fue recogida ayer por la prensa
italiana asegura no haber conocido a ningún jugador homosexual a lo largo de
sus 40 años en el fútbol como centrocampista y luego entrenador. Eso sí,
confiesa que, según lo que le han contado, hay algunos jugadores "con
cierta tendencia, pero que no van por ahí explicándolo". Ambas
declaraciones resultan preocupantes tanto por el contenido como por el renombre
público i social de quienes las han hecho. En un momento en que resulta
fundamental mandar mensajes en contra de la homofobia y en favor de la libertad
de orientación sexual, este tipo de declaraciones suponen un grave precedente
que la Comisión debiera tener en cuenta y, en la medida de lo posible, atajar.
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Reaccions d'Arcigay Cannavaro più italiano e
Lippi come le tre scimmiette
07/01/2009 - Aurelio Mancuso
Comunicato stampa Arcigay 07.01.09
Arcigay: Lippi non vede, non sente, non parla
Invitiamo il CT della Nazionale di calcio a partecipare ad un pubblico confronto in preparazione del Pride nazionale di Genova
Davvero gustose le dichiarazioni di Marcello Lippi, allenatore della Nazionale, sull'omosessualità nel calcio. Si vede che questi sono giorni frizzanti nell'ambiente calcistico, se dopo le perle di saggezza di Fabio Cannavaro ora siamo a commentare l'intervista a KlausCondicio di Marcello Lippi, che non ha mai conosciuto un calciatore gay, e soprattutto che crede che non ne esistano.
Sarebbe assai semplice confutare queste impressioni personali, ma il punto non è dimostrare quanti e quali calciatori di serie A e di tutte le altre categorie vi siano, la questione vera è che questo continuo negare, oltre ad esser ridicolo (cosi come ben raccontato da una recente trasmissione di Paolo Colombo su La7), comincia ad esser fastidioso.
Gli omosessuali sono persone che praticano tutti gli sport, sono impiegati in tutte le professioni, vivono dentro questa società come tutti. In ambienti particolarmente machisti come quello del calcio, gli omosessuali si nascondono ancor di più e visto che non presentano tratti somatici o d'atteggiamento differenti (a meno di fermarsi ai soliti stereotipi) è evidente che siano risultati invisibili anche a Lippi.
Ci permettiamo però di dubitare che l'allenatore mondiale
non abbia mai sentito, nella sua lunga esperienza di importanti club, di
diversi episodi e storie omosessuali.
Insomma Lippi fa come le tre scimmiette: non vede, non sente, non parla,
favorendo nei fatti il clima ostile nell'ambiente calcistico italiano nei
confronti delle persone omosessuali. Siccome però, Marcello Lippi è noto
per essere persona equilibrata ed aperta, lo invitiamo ad un pubblico
confronto da tenersi nei prossimi mesi, in preparazione del Pride
nazionale di Genova, così per poter parlare con franchezza di calico italiano
ed omosessualità.
Ci fa naturalmente piacere che Lippi non escluderebbe calciatori gay dalla Nazionale, atteggiamento questo che in tutti i paesi civili parrebbe normale, ma in Italia sarebbe considerato coraggioso. Siamo certi, quindi, che come molti suoi omologhi europei vorrà così dare un segno inequivocabile contro ogni tipo di discriminazione omofoba, impegno tra l'altro tanto più importante nel nostro Paese, dove in diversi ambienti ultras si professa la violenza contro i gay.
Aurelio Mancuso, Presidente Nazionale Arcigay
Nota stampa Arcigay 06.01.09
CANNAVARO: COSI' CI SPEZZI IL CUORE...
Ci rimarrannno male i tantissimi maschi gay che ammirano da sempre le beltà
partenopee del pallone d'oro Cannavaro, nell'apprendere che a lui non piacciono
i matrimoni gay, ma apprezza tutte le altre riforme spagnole. Così il mondiale
calciatore ci ha sicuramente spezzato il cuore, per non dire di tutti gli abiti
da sposi andati distrutti nelle ultime ore.
Le sue opinioni, che fanno il paio con quelle dell'altro sex symbol Gattuso, non ci faranno dormire per notti intere! Attendiamo che un po' di capacità cognitiva lo aiuti a comprendere meglio perché in un paese come la Spagna (e decine di altri in Europa e nel mondo) si vive meglio, rispetto a questo ormai mediovale nostro Paese.
Nel frattempo ci consoleremo riguardando con attenzione le centinaia di filmati di abbracci amorosi ed ammiccanti di tanti giocatori italiani che in campo sfogano le loro maschie cameratesche gioie, e nascondono con grande cura, come sappiamo da sempre, le loro diverse storie gay.
Come sempre esser omosessuale deve esser un fatto
privato, nascostissimo; questi amori devono esser sofferenti e senza alcuna
tutela e diritti. Cannavaro riassume bene il machismo del calcio italiano:
bello e prevedibile.
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Articolo di Aurelio Mancuso su Liberazione del
07.01.09
MANCUSO: CANNAVARO, VIENI AL PRIDE DI GENOVA!
Il fascino indiscreto del maschio latino, tutto muscoli, (non grande altezza),
corsa, agonismo, successo...
Come si fa a negare che a tanti gay Fabio Cannavaro faccia sangue?
Difficile...Il fascino indiscreto del maschio latino, tutto muscoli, (non grande
altezza), corsa, agonismo, successo... Quel testosterone sprizzante, che
sollecita i più reconditi istinti squisitamente maschili, che nei gay non
mancano proprio. E subito ci vengono in mente le pose plastiche negli
spogliatoi per la pubblicità dei noti stilisti omosessuali Dolce e Gabbana,
che per la loro linea intimo, hanno messo insieme la summa dei sogni erotici
gay (e naturalmente di moltissime donne) tutti ammonticchiati e con la pelle
lucida effetto sudore, da far venire mancamenti per strada.
Calciatori italiani seminudi in bella vista per tutta Italia! Si racconta che
diversi gay metropolitani nel cozzare negli enormi tabelloni nei vialoni
milanesi o sul raccordo romano, abbiano provocato diversi incidenti con
tamponamenti a catena. Ma è l'occhio vivido azzurro partenopeo che ammalia,
quel sorriso provocante, disarma, e il Fabio Cannavaro, campione del mondo,
pallone d'oro, ora emigrato in terra spagnola, nessuno proprio se lo può
scordare.
E poi il nostro beniamino non è stato sguaiato come altri suoi orrendi colleghi, ha solo detto: «La Spagna sta bene, ha investito nel rinnovamento delle grandi città. I matrimoni gay? Mmmh, su quello, forse, sono più italiano». Eh sì lui è più italiano, come il disastroso governo, la insipiente sinistra, la solidarietà sociale in frantumi, l'assenza di diritti civili, le mafie, ecc ecc. Bravo Fabietto nostro, finalmente uno scatto d'orgoglio e su un argomento topico: i matrimoni gay.
In queste ore molti gay sono assaliti dalla disperazione, perché questa dichiarazione di Cannavaro distrugge tutti i loro sogni che il loro idolo, impossibile da circuire, almeno potesse presenziare ad un loro (lontanissimo) matrimonio. Va beh ci consoleremo in qualche modo, evidenziando quanta ipocrisia avvolga il calcio italiano, dove molti calciatori gay, si devono nascondere per paura di esser cacciati via.
In questo senso rimandiamo all'istruttiva trasmissione di Paolo Colombo, andata in onda su La7 qualche tempo fa su calcio ed omosessualità.
Comunque, siccome a Cannavaro ed altri famosissimi calciatori italiani non ha fatto impressione posare ed esser testimonial per una firma di moda notoriamente gay, facciamo una bella propostona: Fabio nostro, vieni a Genova al Pride nazionale a farci da padrino! Se riesci porta pure qualche altro bel calciatore, che so Gattuso, Del Piero, ecc ecc., così magari da dimostrare, che quello che avviene in altri paesi d'Europa da parte di tanti club di calcio, è possibile anche in Italia: un impegno contro ogni forma di discriminazione ed omofobia e per la tutela dei diritti civili. Dai, ti aspettiamo a Genova, a giugno...
Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay
Foto:Fabio Cannavaro. Font: Fotografia en la nota d'Arcigay






Parece que alguna gente cuando se habla de derechos GLBT se siente especialmente incomoda. No creoque sea bueno esconder la cabeza debajo del ala, especialmente en sectores donde vivir de manera normal la opció sexual es tan difícil como el deporte, la fábrica, el pequeño taller familiar con cuatro empleados y tantos otros.
Necesitamos gente que defienda los derechos civiles de las minorias en el Pralamento Europeo, en todas las instituciones, en la calle y en el dia a dia. Creo que la acción del Raül hay que felicitarla, seguro que nos ayuda a todos a ser más happy. Vivir en una sociedad en igualdad nos beneficia a todos gays o no gays.
Entenc que deu costar justificar el sou d'Eurodiputat
Porta algun souvenir de Birmania.